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Storia e cultura - Formentera

L’isola delle lucertole

La presenza umana a Formentera inizia circa 4.000 anni fa. Dopo le conquiste romane, arabe e catalane, quello che ha modificato più profondamente la vita dell’isola è stato il movimento hippie, che negli anni ’70 fece di Formentera l’isola sempre sognata, quella dove era possibile una vita lontana dal consumismo dilagante e a stretto contatto con la natura.


 

Di quella esperienza oggi è rimasto poco; solo qualche hippie nostalgico e qualche mercatino. Il lascito più importante, che per fortuna ancora resiste, è l’idea che si possa essere turisti e viaggiatori in modo diverso, senza distruggere i luoghi che si visitano e con rispetto nei confronti di tutte le culture che si incontrano.

Come è accaduto con le altre isole delle Baleari, anche Formentera ha visto approdare sulle sue sponde tutti i popoli del Mediterraneo.

Di queste conquiste restano poche testimonianze e qualche ricordo nelle carte dei naviganti. I reperti delle popolazioni primitive sono quelli meglio conservati, come il sepolcro megalitico di Ca Na Costa (2000 A.C.) e alcuni resti di ceramiche dello stesso stile nel Ca Sa Nostra in località La Mola.
Per i greci, Ibiza e Formentera erano rispettivamente Phityusas, che significa “piena di pini” e Ophiussa, ovvero “piena di serpenti”. In realtà sull’isola ci sono pochissimi serpenti ma moltissime lucertolone verdi, ormai simbolo dell’isola. I romani hanno lasciato all’isola il nome attuale; la chiamarono frumentaria, per la grande quantità di frumento che la sua terra offriva. Insieme al nome hanno lasciato il Castello di Can Pins (o Can Blai), un edificio di carattere difensivo o residenziale.


Il periodo più florido dell’isola concise con il X secolo e la dominazione dei mori: la chiamarono Koluyunka (Pecoraia) e svolsero una grande attività di cui oggi restano cisterne, canali di irrigazione, ceramica e monumenti funebri. Il momento più buio dell’isola concise con le ripetute incursioni dei pirati che durante il ‘400 e il ‘500 resero l’isola una specie di rifugio e punto di partenza per le loro spedizioni nel Mediterraneo. L’isola divenne disabitata e cominciò a ripopolarsi solo intorno al 1700.

Fino alla svolta turistica degli anni ’70, Formentera era un’isola che viveva con le attività tradizionali, pesca, allevamento del bestiame, coltivazione delle terre. Una parte importante dell’economia era legata all’attività delle saline, ancora presenti e visibili. Il movimento degli hippies, se da una parte ha contribuito a far conoscere l’isola in tutto il mondo e a farne crescere il turismo, oggi principale fonte di ricchezza, ha anche contribuito a modificarne per sempre la cultura millenaria.

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  8. Le saline
 

Ophiussa, l'isola dei serpenti e del frumento

Per i greci, Ibiza e Formentera erano rispettivamente Phityusas, che significa “piena di pini” e Ophiussa, ovvero “piena di serpenti”. In realtà sull’isola ci sono pochissimi serpenti ma moltissime lucertolone verdi, ormai simbolo dell’isola.

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