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Storia e cultura di MinorcaQuello che stupisce di Minorca è la grande concentrazione di testimonianze storiche, un numero incredibilmente elevato per un territorio di soli 700 km quadrati.La storia di Minorca è iniziata con l’Età del Bronzo, (2.000 A.C), a cui è stato dato il nome di periodo pretalayótico (prima dei Talayots) e che ha lasciato soprattutto testimonianze funerarie come i sepolcri megalitici e le sepolture collettive chiamate Navetas, la più conosciuta delle quali è la Naveta des Tudons.
L’evoluzione di questa cultura ha prodotto, a partire dal 1400 A.C, delle grandi costruzioni in pietra conosciute come talayots, tanto importanti da dare il nome al periodo più ricco della preistoria dell’isola. In questo periodo inizia l’espansione delle prime cittàdine come Trepucó, Torre d'en Galmés o Son Catlar, tutte con un singolare monumento di culto chiamata Taula; le necropoli di queste cittadine venivano costruite nelle grotte della costa, come si può vedere ancora oggi a Calascovas o Cala Morell. La cultura locale, che si basava essenzialmente su costruzioni “ciclopiche”, cominciò a ricevere l’influenza delle altre culture del Mediterraneo che si avvicinarono all’Isola; in particolare i cartaginesi, che si erano stabiliti a Ibiza e che portarono la capacità di produrre nuovi utensili. |
L'isola dei piratiNel XVI secolo Minorca subì ripetuti attacchi dai pirati mori che distrussero Maó (1535) e Ciutadella (1558). Filippo II Re di Spagna, decise allora di aumentare le difese dell’Isola attraverso la costruzione del Forte di Sant Felipe nel Porto di Maó.
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