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Madrid: il Prado

Solo capolavori dell'arte mondiale

8.600 quadri; 5.000 disegni; 2.000 stampe; 1.000 tra medaglie e monete; 2.000 oggetti d'arte; 700 sculture. Questo č il patrimonio del Prado, il museo pių importante e visitato del mondo subito dopo il Louvre. Goya, Ribera, Murillo, El Greco, Caravaggio, Velazquez, Botticelli sono solo alcuni dei nomi degli artisti le cui opere sono ospitate al Prado.

La struttura del Prado

Il Prado occupa l'edificio che Carlo III fece costruire per ospitare alcuni istituti scientifici, tra cui un'accademia scientifica al piano terreno ed un museo di storia naturale al piano superiore. Il progetto venne affidato e realizzato dall'architetto Juan de Villanueva. Il complesso divenne sede di collezioni d'arte a partire dal 1816, prendendo come esempio il Louvre. Le collezioni sono distribuite su questi due piani e sul pianterreno. Come per ogni museo di importanza mondiale, non si può vedere tutto con una sola visita. Qundi è meglio scegliere in anticipo cosa vedere per non perdersi i capolavori. Purtroppo, scegliere non è così facile perchè è uno dei pochi musei al mondo che raccoglie quasi esclusivamente capolavori e pochissime "opere minori". Vi consigliamo un itinerario diviso per piani consigliandovi le opere appartenenti alla Pittura spagnola, Fiamminga, Tedesca, Olandese e italiana. Avvertenza: lavori in corso, interventi di restauro e altri eventi potrebbero cambiare la disposizione delle opere rispetto a come noi ve la indichiamo.

Pianterreno

Subito dopo l'ingresso dalla Porta del Goya, nell’Ala Nord del Museo nella sala 51C sono stati riposizionati gli i Murales de la ermita de la Santa Cruz de Maderuelo affreschi trovati vicino Segovia. La cappella è grande poco più di 20 metri quadrati con affreschi che rappresentano angeli, scene evangeliche e bibliche, come la Creazione di Adamo ed Eva e l’Offerta di Caino e Abele. Il tutto dominato nella volta da un Cristo Pantocratore seduto in trono. Il resto del pianterreno è dedicato quasi esclusivamente alla pittura italiana: è una vera e propria parata di capolavori. Nella sala 49 c’è l’Annunciazione del Beato Angelico e la Storia di Nastagio degli Onesti di Sandro Botticelli, ispiratosi alla famosa novella del Boccaccio. L’opera era quasi certamente la decorazione di un mobile. Sempre al pianterreno ci sono la Sacra Famiglia di Raffaello e anche il suo Ritratto di Cardinale che nella sua sgargiante veste rossa e con lo sguardo enigmatico rappresenta una sorta di Gioconda al maschile. Da non tralasciare il Transito della Vergine di Andrea Mantegna e il Cristo morto sostenuto da un angelo di Antonello da Messina.  Le sale dalla 54 alla 58 ospitano opere di scuola fiamminga. Nella sala 58 l’opera più rappresentativa è la Discesa dalla croce di Rogier van der Weyden con volti magnificamente dipinti e la veste della Vergine decorata con polvere di lapislazzulo. Nella sala 57 ci sono opere di Bruegel e Bosch (El Bosco) il cui Giardino delle Delizie, un misto di estasi e sensualità, attira sempre molti spettatori. Più bello di tutti, però, è il Trionfo della Morte di Bruegel che ricorda a tutti i lutti delle guerre e la sofferenza delle pene capitali.
A partire dalla sala 75 ci sono i capolavori italiani di scuola veneta: Tintoretto, Tiziano, Veronese. In particolare, da non perdere, la Lavanda dei Piedi del Tintoretto, con la straordinaria prospettiva e due opere di Tiziano: Danae riceve la pioggia d’oro e Carlo V a cavallo alla Battaglia di Muhlberg. Tiziano era il pittore preferito dall’Imperatore e ne era affascinato, quasi deferente. Si racconta che una volta si sia inchinato a raccogliergli un pennello. Prima di lasciare le sale dedicata ai pittori veneti, merita una visita anche il Mosè salvato dalla acque del Veronese. Le sale 60A, 61A e 62A sono riservate ad alcuni pittori spagnoli, tra cui spicca El Greco con il suo Cavaliere con la mano sul petto è la singolare Fabula, in cui una scimmia e un personaggio picaresco sono colpiti da un improvviso bagliore.

Primo piano

Prima di entrare nel regno di Goya, andate a omaggiare uno dei capolavori assoluti di Caravaggio: Davide e Golia, con un Davide ancora bambino che si prepara il trofeo con la testa del gigante, a cui Caravaggio ha dato il suo volto. Subito dopo ci sono le sale dedicate all’arte fiamminga; vi accoglie l’Artemide di Rembrandt e subito dopo le splendide scende di vita popolare del Matrimonio Campestre e del Banchetto Nuziale di Pietre Bruegel il Giovane. Le tele di Rubens si dividono tra soggetti mitologici (Perseo e Andromeda, Il Giudizio di Paride, Le tre Grazie) e i ritratti, come gli splendidi Ritratti degli Apostoli e le 6 Tele del Trionfo dell’Eucarestia.

Arte spagnola

Dopo i quadri di Ribeira (Ritratti di antichi filosofi) si arriva allo spazio dedicato a Velazquez il più grande pittore spagnolo di tutti i tempi. Il 40% delle opere delle sue opere è conservato qui è Las Meninas (o Famiglia di Filippo IV). Il dipinto è un’istantanea della vita di corte e ritrae il momento in cui la Principessa Margherita accompagnata dalle dame di corte (Meninas) entra nella sala dove Velazquez sta dipingendo il ritratto della coppia reale, come si nota dallo specchio. È un quadro, ma sembra una foto. Altro capolavoro da non perdere del genio spagnolo è Il Trionfo di Bacco. Ritornando nel grande corridoio si arriva alle sale dedicate a Goya. Sono sette, dominate dal grande ritratto collettivo della Famiglia di Carlo IV. Sullo sfondo c’è il pittore con espressione meditativa. Seguono le Pinturas Negras , dipinti neri realizzati tra il 1820 e il 1823 durante un periodo di profonda depressione seguita alla morte della moglie e dei figli. Il più singolare è quello chiamato Perro (Cane) con sullo sfondo solo la testa di un cane. L’uso del colore è molto moderno, quasi espressionista. Sempre in queste sale, le Fucilazioni del 3 di maggio che ricordano la repressione ad opera dei francesi di Murat nel 1808.
Secondo piano
Le opere di Goya continuano al secondo piano. Qui ci sono le due Majas, quella Vestida e quella Desnuda. Sono certamente le due opere più famose di Goya. Alla loro presentazione provocarono uno scandalo. Le pose ammiccanti, il corpo nudo della Desnuda, la posa sensuale, concorsero a creare intorno a questo quadro l’aurea mitica che ancora oggi resiste.

Informazioni per la visita

Orari di apertura
Il Prado è aperto ogni giorno dalle 9 del mattino alle 8 di sera. Dalle 9 alle 14 il 24 e 31 dicembre e il 6 gennaio. Il Museo è chiuso tutti i lunedì, inclusi quelli in cui ci sono festività pubbliche. Il Museo resta chiuso anche il 1 gennaio, 1 maggio, 25 dicembre, Pasqua. L'accesso è consentito fino a 30 minuti prima della chiusura.

Costo del biglietto
Ingresso gratuito ogni domenica del mese, 12 ottobre, 6 dicembre, 2 maggio, 18 maggio. Il biglietto per le esposizioni permanenti costa 6 euro. Ingresso gratuito sotto i 18 anni e sopra i 65. Vi consigliamo comunque l'acquisto del Paseo del Arte, una card che permette l'accesso al Museo del Prado, al Museo Thyssen-Bornemisza, al Museo Reina Sofía.

Come arrivare al Prado
Si arriva al Prado con questi mezzi:
Metro: stazione Banco de España (Linea2) e Atocha (Linea 1)
Bus: linee 9, 10, 14, 19, 27, 34, 37, 45
 

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