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Barcellona: l'Eixample

Eixample, il quartiere di Cerdà, sognatore razionale

Visto dall'alto, l'Eixample è una fitta rete di larghe stradeperpendicolari e uniformi attraversate ai lati da due diagonali che si uniscono a Placa de les Glorie Catalanes. Ildefonso Cerdà, l'ingegnere che progettò questo quartiere, in fondo era un"sognatore razionale", nonché un borghese illuminato. Col suo piano urbanistico voleva progettare una città moderna, ampia, luminosa e arieggiata in cui non ci fossero differenze tra i quartieri. Una sorta di città ugualitaria con gli stessi servizi previsti uniformemente a tutti gli angoli.

Con molto rigore, il giovane ingegnere ripartì uniformemente le zone dei servizi, come i mercati, i centri sociali, le chiese ed i parchi. Inoltre stabilì che le case non avessero più di tre piani di altezza e fossero circondate dai giardini, perché Cerdà considerava che la salute dei cittadini dipendesse dal poter vivere in case molto illuminate in cui circolasse l'aria pulita dei giardini circostanti, uno degli elementi principali del progetto della nuova città; oltre agli alberi ed ai giardini, era previsto per ogni quartiere un grande parco. Cerdà pensò a strade spaziose in cui potevano circolare liberamente i carri ed i cavalli e che oggi sono ideali anche per il caotico traffico di Barcellona. Inoltre, Cerdà voleva creare una città che avesse edifici preziosi e case che, seppure semplici, possedessero un dettaglio significativo dell'architettura.

Storia e origini dell'Eixample

L'Eixample, anche chiamato Ensache in catalano, è il frutto della crescita e dell'ampliamento di Barcellona. Racchiusa tra le vecchie mura, a meta del 1800 sembrava che la città stesse per scoppiare.Molti si convinsero che la sovrappopolazione a cui andava incontro la città poteva sanarsi solo con l'abbattimento delle muraglie. Il piano di ampliamento di Cerdà non era destinato solo allo spazio che oggi occupa il quartiere dell'Eixample, ma prevedeva anche un ingrandimento tra Montjuic ed il fiume Besòs, includendo Sant Martì. Benché il progetto del giovane Cerdà fosse prestigioso e utile, non venne accettato dalla città che non apprezzò tale imposizione del governo centrale. Così il piano Cerdà, in principio pensato per tutta la città, si limitò solo alla zona che oggi va da Plaza Catalunya fino al viale Diagonal.L'Eixample, che significa appunto "ingrandimento", divenne il segno della borghesia in crescita che ne fece il suo quartiere e che introdusse nelle sue abitazioni un stile proprio, il modernismo, riflesso di quel particolare momento culturale.

L'Eixample quartiere modernista

L'architettura modernista mescolava le nuove tecniche ed i materiali del momento con le diverse tecniche decorative tradizionali: gli stucchi, le vetrate, il ferro. Si trattava di una nuova architettura e di un nuovo concetto di spazio che raccoglieva le antiche tecniche della tradizione e quelle più nuove, tutto in un'armonica libertà creativa. Quando il quartiere iniziò ad essere abitato, la borghesia barcellonese vide il posto come un'elegante zona lontana dal disordine cittadino e per questo le famiglie più ricche incominciarono ad incaricare gli architetti del momento, come Gaudì o Lluìs Domènech i Montaner, di costruire le loro residenze proprio nell'Eixample. Fu così che il Modernismo arrivò nel centro della città con la creazione delle splendide Casa Batllo, Casa Milà o Casa Amatller, che da residenze private del passato sono diventate oggi monumenti di grande suggestione. Nel cosiddetto "quadrato d'oro" che va da Passeig De Sant Joan e Carrer Muntaner da una parte e Avenguida Diagonal e le Rondes dall'altra, sono state catalogate circa 150 opere architettoniche dello stile Modernista. Per questo l'Eixample è stato considerato un vero e proprio museo all'aperto, che oltre alla vivacità fatta di negozi eleganti, locali alla moda e ristoranti, crea un nuovo stile che si allontana dalla monotonia che aveva dominato fino a quel momento, per aprirsi ad un nuovo orizzonte culturale.

I quartieri dell'Eixample

Dopo che le mura di Barcellona furono abbattute per ingrandire il tessuto urbano, l'Eixample crebbe sulla grande pianura compresa tra la città ed i paesi che la circondavano, come Horta, Gracia, Sant Andreu de Palomar, Sant Martì di Provencals, Sarrià e Sant Gervasi.La crescita di questa parte della città assorbì anche altre zone fatte di vita ed attività proprie, come Sant Antoni, Fort Pienc e Sagrada Familia, fino a crearne dei nuovi come la Dreta el'Esquerra dell'Eixample che, insieme ai precedenti, rappresentano i cinque quartieri attuali del quartiere dell'Eixample.

Sant Antoni, un quartiere intorno ad un mercato

Il nome di questo quartiere ha origine dalla chiesa situata all'entrata delle mura di Barcellona: era uno dei luoghi più importanti e anche più trafficati. Quando tra il 1872 e il 1882 l'architetto Rovira i Trias progettò la grande costruzione di ferro che fungeva da mercato del quartiere operaio di Raval, intorno a Sant Antoni non c'era quasi nessuna casa. Poi lentamente, grazie alla gente che si recava a quel mercato, il quartiere iniziò a conquistare una sua identità e personalità. C'erano diverse feste che si svolgevano a Sant Antoni, tra cui senza dubbio la più grande era quella di Els Tres Tombs, celebrata il il 17 Gennaio, giorno di Sant Antoni Abat: cavalli ed animali d'ogni tipo dovevano passavare tre volte sotto il portone dell'antica chiesa del santo, per fare in modo che le bestie fossero benedette. La curiosità riguarda il fatto che anche se la chiesa non esiste più, il quartiere continua a celebrare questa festa come un'usanza antica ed un'abitudine radicata tra gli abitanti.

Esquerra dell'Eixample, un quartiere di origine industriale

La costruzione di questo quartiere si incentrò, nei primi anni del secolo, intorno alle strade della Diputacio e del Consell di Cent e lungo il percorso che va dalla strada di Balmes fino a quella di Casanova. Nel 1904, quando vennero terminati l'Ospedale Clinico e la prigione Model, i due edifici erano circondati da campi. Nella parte alta si costruì nel 1869 la fabbrica di Can Batllo, mentre alcuni edifici che erano rimasti abbandonati vennero comprati da Prat di La Riba per costruirvi l'Università Industriale della Comunità della Catalogna. Il Mercat del Ninot, che caratterizza la parte centrale di questo quartiere, diventò invece, per molti anni un mercato all'aperto.

Dreta dell'Eixample, il quartiere della borghesia

La parte nota come la dreta dell'Eixample fu il quartiere della borghesia alla fine del XIX secolo, quartiere che introdusse ilmodernismo nelle sue abitazioni. Si tratta di un quartiere che si sviluppò intorno al paseo de Gracia, circondato da teatri e giardini; il primo gruppo di case si costruì nell'attuale incrocio delle strade del Consell di Cent e di Roger di Lluria. A poco a poco, la zona si trasformò in un quartiere in cui si concentrò l'attività economica della città: commercio, uffici, cinema, teatri, turismo.

Fort Pienc, il quartiere delle fortificazioni

Felipe V, per creare fortificazioni che vigilassero la città, fece costruire la Ciutadella ed una fortezza accanto alla strada che usciva dal Portal Nou: il Fort Pius, che poi venne abbattuto nel 1869 insieme alla vicina Ciutadella. Molto vicino si costruì, nel 1861, la stazione ferroviaria della linea di Lleida.

Sagrada Familia, un quartiere di origine operaia

Nella parte alta della destra dell'Eixample si trova il quartiere della Sagrada Familia conosciuto prima come el Poblet. Inizialmente il "Poblet" era un quartiere molto ampio con un piccolo nucleo di case, che ebbe la sua identità di quartiere operaio nei primi anni di questo secolo. Il quartiere è attraversato dal Viale di Gaudì alle cui estremità si trovano due opere tra le principali del modernismo catalano: l'Ospedale della Santa Creu i Sant Pau, di Lluis Domenech i Montaner e il tempio della Sagrada Familia, sicuramente l'opera che conferisce maggiore personalità al quartiere. Il progetto di quest'opera iniziò nel 1881 quando alla sua periferia non c'era nient'altro che campi in cui pascolavano capre e venne svolto inizialmente dall'architetto Francesc di Paula Villar. Più tardi fu continuato dal giovane architetto Antoni Gaudì che l'ha resa un'opera immortale.

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